Abbiamo visto in questo articolo quanto sia importante dividere l’investimento su più fronti per minimizzare il rischio. Oggi dedichiamo un piccolo approfondimento all’argomento, e lo facciamo nella maniera più semplice possibile.

Quando NON stai diversificando

Partiamo da un concetto base: per diversificare il portafoglio devi sempre fare riferimento al titolo “base”. In poche parole, investire in strumenti differenti che hanno come riferimento il medesimo titolo NON diversifica il portafoglio; idem se investi in titoli del medesimo settore (ad es. auto).

Un portafoglio standard (inefficiente)

Se prendete un testo di finanza troverete quasi sempre una raccomandazione: investire X in obbligazioni, Y in azioni, Z in immobiliare e W in liquidità, il tutto condito da affermazioni quali “come consigliato da altri autorevoli autori” o “vista la mia lunga esperienza di consulente”. A mio modesto modo di vedere, il discorso è più delicato e meno immediato di così. Non esiste infatti una formula magica che vada bene per tutti, ma ogni portafoglio deve essere costruito su misura tenendo conto delle risorse a disposizione, degli obiettivi temporali e della propensione al rischio.

Le 3 regole d’oro della diversificazione

Anche se (come abbiamo visto) non esistono investimenti uguali per tutti, possiamo però dire che la diversificazione del portafoglio parte da alcune regole base:

  1. investire almeno in tre asset class (azioni, obbligazioni e liquidità), benchè sia fortemente raccomandato aggiungere anche l’immobiliare;

  2. considerare le sotto-categorie di ogni asset class: per le azioni possiamo operare una selezione di tipo geografico (azioni europee, americane e asiatiche); per le obbligazioni possiamo considerare i diversi settori (ad es. bancario, auto, moda ecc.);

  3. non diversificare troppo: una eccessiva “atomizzazione” del portafoglio comporta la perdita dei benefici della diversificazione. D’altro canto, acquistare troppi titoli fa aumentare le commissioni da pagare alla propria banca o al proprio broker.

Conclusioni

L’argomento è ovviamente molto più vasto e non ho volutamente analizzato determinati aspetti (in primis quello fiscale), ma ho voluto dare una panoramica generale sull’importanza della diversificazione, in modo tale che quando vi propongono di investire tutti i vostri risparmi in “questo titolo che salirà di sicuro in sei mesi” o in un “super affare in questo complesso immobiliare di prossima costruzione” saprete già come comportarvi.